Il Caso


Rifiuti speciali, due carabinieri del Noe indagati per concussione


Imprenditore costretto a rivolgersi alla Procura perché vittima di minacce e di una campagna denigratoria nei confronti della sua azienda
 


"Costretto a rivolgermi alla Procura perché vittima di minacce, pressioni e di una campagna denigratoria nei confronti della mia azienda.”
È una denuncia pesantissima quella che rende pubblica il 03/11/2009 l'imprenditore ferrarese Mauro Carretta. Il suo sfogo arriva a pochi giorni di distanza dal deposito, da parte della Procura di Ferrara, dell'atto di chiusura delle indagini preliminari nei confronti di due sottoufficiali dei Carabinieri del NOE di Bologna e di un imprenditore bolognese, Marco Varsallona, accusati di tentata concussione e rivelazione d'atti d'ufficio. 

Carretta, legale rappresentante della ditta Niagara di Poggio Renatico, che smaltisce rifiuti industriali, un anno fa ha denunciato quello che oggi nel capo di imputazione emesso dalla Procura di Ferrara viene indicato come tentativo di concussione in concorso. 

I fatti denunciati raccontano che, dopo un controllo fatto dai Carabinieri del Noe alla Niagara a febbraio del 2008, l'ex comandante del nucleo operativo ecologico Sergio Amatiello e il maresciallo Vito Tufariello hanno iniziato una serie di pressioni, minacce e intimidazioni nei confronti di Mauro Carretta e di alcuni funzionari della Niagara. A lui hanno chiesto, attraverso il terzo indagato, Marco Varsallona, anche egli imprenditore del settore rifiuti, di pagare una somma tra i 20 e i 40mila euro per "ammorbidire" l'informativa relativa ai controlli fatti nella sua azienda e che sarebbe finita in Procura. 

"Ho subito un ricatto e ho denunciato senza pensarci sopra questo fatto - ha dichiarato alla stampa Mauro Carretta - perché non potevo più sopportare gli atteggiamenti intimidatori di questi enti di controllo: fare l'imprenditore era diventato estremamente complicato".

Alcuni incontri e colloqui tra gli indagati e i funzionari della Niagara sono agli atti, perché frutto di intercettazioni telefoniche e ambientali disposte dal Nucleo Investigativo dei Carabinieri di Ferrara, che hanno portato avanti le indagini in seguito alla denuncia dell'Amministratore Delegato dell'azienda. In uno di questi addirittura Carretta, microfonato dai militari, aveva pattuito con Varsallona il versamento di denaro, 25 mila euro, da fare attraverso un loro legale.

Una vicenda dunque ricca di particolari che dovranno essere accertati nelle prossime fasi dell'inchiesta, tra questi anche il fatto che i tre indagati stavano creando una società di consulenze ambientali. 


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