Le dichiarazioni di Gherardi alla Procura


commenti Inserito il: 13 dicembre 2009 in Smaltimento rifiuti Indagini Corruzione | commenti Commenti (0)
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Questo è il racconto che Davide Gherardi, Direttore Ufficio Tecnico di Niagara, fa ai due PM di Ferrara. Facciamo presente che sia Gherardi sia Cosmar hanno partecipato all’incontro del 20/11/08, muniti di un registratore, su consiglio del loro avvocato.
E’ per questo motivo che l’incontro è interamente registrato, scaricabile e trascritto www.blogniagara.com/blog/lintercettazione

 

Il giorno 25 del mese di febbraio 2009, alle ore 10,00 in Ferrara negli uffici della Procura della Repubblica in intestazione in relazione al procedimento penale di cui in epigrafe.
Innanzi ai Pubblici Ministeri Dott. Nicola Proto e Dott.ssa Patrizia Castaldini, sost. Procuratori della Repubblica presso il Tribunale di Ferrara, Ten. Aloisi Giuseppe e M.A. Tanese che procedono alla redazione del presente verbale,
è comparso:

Gherardi Davide nato a Ferrara il 15/12/1967 res. Ferrara Via … che viene sentito ai sensi degli artt. 210 c.p.p. 371 bis c.p.p..
È presente l’Avvocato di fiducia Avv. Fabio Anselmo come da nomina in atti.
 

Si informa l’indagato che lo stesso ha facoltà di non rispondere e che in caso di dichiarazioni contro altri assumerà la qualifica di testimone salvo le incompatibilità di cui agli artt. 197 e 197 bis c.p.p. e che le dichiarazioni potranno essere sempre utilizzate contro di lui.
 

Intendo rispondere:
Sono Tecnico Ingegnere Chimico e sono Direttore dell’Ufficio Tecnico all’interno della Niagara; mi occupo dell’ingresso dei rifiuti dal punto di vista della trattabilità tecnica e della sicurezza dei cantieri. Tengo infine i contatti con le istituzioni per quanto riguarda le autorizzazioni provinciali e a volte sono nominato CTP nei procedimenti a carica di Niagara.

ADR: conosco Amatiello e Tufariello da diverso tempo in quanto spesso siamo stati oggetto di controlli da parte del NOE. In relazione alla vicenda del procedimento ultimo avvalendomi di alcuni appunti di cui sono in possesso ho ricostruito le date e i contatti con Amatiello Sergio e Tufariello Vito.
Il primo incontro risale al 20 febbraio 2008 allorché si presentarono in azienda e richiesero le analisi dei rifiuti dal 1.7.2007 al settembre 2008 almeno così ricordo. In questa occasione Tufariello cominciò con alcuni discorsi sulla doppia pesata ossia sulla parte sedimentata sul fondo del camion rispetto a quella che rimane liquida, e non ricordo se accennò anche alla parte secca del rifiuto.
In questa sede del 20 febbraio 2008 fece anche Tufariello alcune allusioni sul fatto che in Niagara si guadagnava bene e che in precedenti indagini di aziende limitrofe aveva fatto chiudere le attività.
Il discorso sulla doppia pesata è consistito nella contestazione fatta da Tufariello che all’ingresso dei camion in azienda noi operavamo una doppia pesata del rifiuto liquido e successivamente della parte più fangosa sedimentata. Nei formulari che accompagnano i rifiuti noi indicavamo i valori delle due pesate. Su questo punto Tufariello disse che la procedura era scorretta in quanto o si usavano due formulari o comunque non eravamo autorizzati a ritirare la parte “fangosa”. Il primo discorso sul secco era in questo senso. Il residuo secco in senso tecnico è un’altra cosa e consiste nel risultato analitico di un campione del materiale complessivo trasportato dal camion composto sia dalla parte liquida che dalla parte fangosa. Questa operazione viene fatta in ingresso del camion in azienda e i risultati analitici vengono da noi conservati per i controlli.

ADR: non sono in grado di ricordare se al primo controllo Tufariello richiese i formulari ovvero le analisi di omologa che sono analisi preventive che noi facciamo prima di accettare il rifiuto.
Il 4 marzo 2008 consegnamo al NOE tutte le analisi di omologa e di accettazione che ci erano state richieste.
Il 7 maggio 2008 vengono in azienda Tufariello e Casabona e acquisiscono altri formulari del periodo dicembre 2007 aprile 2008.
Il 13, 14 e 15 maggio i militari del NOE prendono nuova documentazione e restituiscono quella già esaminata.
Il 9 ottobre 2008 vengono in azienda, se non ricordo male, Tufariello, Amatiello, la Mascis e la Davì dell’Arpa per controlli sugli scarichi. In questa occasione Tufariello prende altri formulari fino al 30 settembre 2008 e mi chiede le analisi di ingresso fino al 30 settembre. In questa sede vi fu una discussione con Tufariello circa la doppia pesata e la regolarità della nostra azienda nella compilazione dei formulari e nella procedura seguita. In questa discussione io sostenevo la correttezza dell’operato della ditta e che ne avremo discusso in Tribunale nella mia qualifica di CT di Parte.
Tufariello mi disse che io non avrei potuto ricoprire quella qualifica perché ero un possibile inquisito e mi disse di “tenermi libero a Natale”. Io compresi perfettamente il senso della frase detta con tono solo apparentemente scherzoso ma sostanzialmente serio che mi intimorì.

ADR: chiesi perché dovessi libero a Natale anche perché non avendo delega comunque fosse andata il responsabile era il titolare. Non ebbi risposta anche perché il discorso si spostò su altre cose.

ADR: non ricordo se in questa sede venne affrontato il discorso del residuo secco in senso tecnico. Ritengo di no perché noi eravamo concentrati sul problema della doppia pesata e anche perché a posteriori, quando la Cosmar andò a Bologna a ritirare i faldoni o meglio quando tornò da Rimini, avevamo appreso con certezza che le contestazioni riguardavano questo aspetto da noi sottovalutato. Commentammo anche questa cosa dicendo “siamo dei cretini e non ci abbiamo pensato”. Sulla data non so essere preciso mi pare comunque dagli appunti che posso indicarla tra il 6 e il 13 novembre.

ADR: in data 22 ottobre ho ricevuto l’avviso di proroga delle indagini e mi sono seriamente preoccupato anche per i discorsi che avevo sentito in precedenza circa il tenermi libero a Natale. Ne parlai con il mio avvocato e con tutti i miei amici e famigliari, ritenendo di non aver fatto nulla di male.

ADR: dopo la fiera di Rimini del 6 e 7 novembre la Cosmar tornata in ufficio mi riferì di aver incontrato Amatiello in Fiera e Varsallona Marco titolare dell’Alfarec, che io non conosco, i quali la avevano invitata a cena insistentemente. Non so se l’invito provenisse anche da Amatiello; sicuramente Varsallona le riferì che era importante incontrarli in fretta in quanto l’indagine era seria e che poteva in qualche maniera anche Alfarec.
Fabiana Cosmar rifiutò l’invito iniziale e parlandone in azienda con Carretta Mauro e il figlio si decise comunque di addivenire all’incontro. Fu in questa sede che io appresi con chiarezza che le contestazioni attenevano anche al residuo secco e fu in questa occasione che esclamai “che cretino non ci ho pensato prima”. Dissi anche da tecnico che tale contestazione era priva di fondamento.
Non ricordo se fu Cosmar a chiamare i CC o furono loro stessi a chiamare in azienda per stabilire l’incontro. Assistetti comunque alla telefonata dal mio ufficio.
La Cosmar si recò all’incontro e quando tornò mi chiese una relazione sul residuo secco e in particolare sullo stato fisico del rifiuto correlato al residuo secco. Non disse altro inizialmente sul motivo di tale richiesta e alla mia insistenza su quanto era stato detto in quell’incontro riferì il contenuto dell’intero dialogo. In sostanza il NOE aveva da contestarci l’elevato residuo secco di molti rifiuti e che era stata chiesta una relazione scritta che lei stessa doveva produrre e che la stessa Fabiana era stata intimata a tacere con chiunque dell’incontro avuto e che avremmo dovuto fare una relazione nel giro di pochi giorni perché eravamo a rischio di arresto. Il termine era quello di una settimana. Fabiana riferì anche che qualora avesse riferito di quel colloquio gliela avrebbe fatta pagare per tutta la vita. Ribadii che quello che stavano sostenendo era tecnicamente errato e comunque invitai la Cosmar a parlarne con Lorenzo Carretta e Mauro Carretta.
Ci recammo dal nostro legale che ci segue da anni il quale rimase sorpreso del modo di agire degli inquirenti e ci consigliò in caso di addivenire all’incontro di registrarlo.
Riferimmo al difensore quanto stava succedendo e costui ipotizzo tre possibilità: o un interesse verso la Cosmar o un atteggiamento investigativo scorretto o un atteggiamento prelusivo a eventuali richieste di denaro. Io rimasi nel dubbio che costoro ci volessero in realtà aiutare o per capire meglio se anche loro si stavano sbagliando.
All’incontro con i CC andammo con il registratore che indossava la Cosmar. Prima di quest’incontro debbo riferire quanto accadde il giorno 13 novembre 2008. La Cosmar telefonò in azienda per chiedere a me, Lorenzo e Mauro di fermarci che dovevamo aspettarla assolutamente. Quando arrivò, non ricordo l’orario, forse poteva essere mezzogiorno, ci riferì di aver avuto un incontro con Varsallona presso la sua azienda in cui lo stesso Varsallona le aveva riferito che occorreva pagare i militari del NOE senza specificare i motivi. Riferì nel dettaglio che Varsallona fece il gesto con la mano indicando la necessità per noi di pagare. La richiesta di denaro era chiaramente legata alle indagini in corso. Rimasi sconvolto come Lorenzo e preciso che a questo colloquio non era presente Mauro Carretta perché era fuori azienda. Sono quasi certo del giorno 13 perché a seguito di questa notizia mi allontanai dalla Niagara alle ore 15 circa in quanto sconvolto; è un orario per me insolito e mi allontanai dopo aver avvisato mia moglie che mi raggiungesse a casa uscendo prima dal suo lavoro. Poiché i due orari di uscita coincidono presumo che il giorno sia il 13 novembre 2008. In quel momento ho ricollegato tutti i discorsi sia inerenti l’indagine sia le allusioni cui ho fatto sopra cenno.

ADR: io preparai la relazione il giorno 18 novembre 2008 come ho rilevato dai dati del mio computer di creazione del file e che sono disposto a mettere a disposizione dell’ufficio.

ADR: detta perizia non fu firmata sul consiglio del legale.

ADR: quando andai all’incontro con i CC il 20 sapevo che era già intervenuta la richiesta di denaro. Dico questo perché ho ricostruito con mia moglie le circostanze precedenti l’incontro.

ADR: quando andai all’incontro non sapevo che Carretta Mauro era già stato in Procura. Con Carretta abbiamo dell’incontro del 20 novembre 2008 senza tuttavia parlare della richiesta di pagamento. Circa la linea da tenere non ci fu assolutamente detto da Carretta nulla se non quello di farli parlare come ci aveva consigliato il nostro legale. Della denuncia di Carretta seppi tempo dopo allorchè avevo deciso di licenziarmi perché questa storia stava prendendo una piega che non risponde ai miei principi. Manifestai anche a Carretta questa intenzione e mi pare fu lì che mi disse di averli denunciati e di stare tranquillo.

ADR: Carretta non parlò mai con me, prima di riferirmi della denuncia, se aveva intenzione di aderire alla richiesta di pagamento o meno e più volte con Fabiana Cosmar ci domandavamo come sarebbe andata a finire. Ricordo anche che Fabiana aveva molta paura come me e che per evitare la galera lei sarebbe stata disposta a pagare anche se sono certo che non avrebbe pagato.
Voglio riferire anche che quando manifestai a Carretta Mauro la mia intenzione di dimettermi gli dissi che non potevo assolutamente rischiare di essere sospeso dalla professione come prevede la pena accessoria dell’art. 260 codice ambiente. Mauro mi disse di stare tranquillo perché riferì che gli aveva denunciati e che aveva sbagliato la persona a cui chiedere denaro. Non sono in grado di dire la data di questo dialogo comunque mi pare sia avvenuto all’inizio del 2009 o fine del 2008.

ADR: dell’ipotesi del 260 lo avevo appreso da Tufariello il 20 novembre 2008.

ADR: circa la registrazione io l’ho ascoltata personalmente con strumentazione sofisticata e ho trascritto tutta la conversazione. Ho saputo dal mio legale, dopo la testimonianza della Cosmar, che dalla registrazione in possesso dell’ufficio alcune frasi non si comprendono.

Si interrompe la verbalizzazione per 5 minuti.
 

ADR: quando si parla di input Tufariello si riferisce a quello che ci aveva detto a febbraio circa la doppia pesata.

L’ufficio da atto che Gherardi ha una copia manoscritta della registrazione che è parzialmente diversa dalla consulenza fatta redigere dal PM.
A pag. 5 nella CT del PM non risulta che vi sia il passaggio della relazione in doppia copia.
 

Gherardi sul punto legge la sua trascrizione:
Tufariello chiede se sono due copie e io rispondo una per te … una per Amatiello.

A questo punto l’ufficio invita Gherardi a leggere i punti di maggior rilievo e consegnare in copia all’ufficio la sua trascrizione.

ADR: il discorso iniziale attiene al secco e alla difesa tecnica che era presente nella relazione da me consegnata a Tufariello. Detta relazione era ovviamente molto generica su consiglio dell’Avvocato Anselmo e non firmata.

ADR: a un certo punto interviene anche Amatiello che dice a Tufariello “che è un coglione”. Il discorso io l’ho interpretato così. Tufariello si era allontanato dalla caserma senza nulla riferire. Sono certo che intervenne anche Amatiello.

L’ufficio da atto che ciò non risulta dalla trascrizione in atti.
Amatiello si allontana nel passaggio in cui Tufariello lo invita a prendere il caffè e lui risponde che va a prenderlo con Delbono.
 

ADR: quando si parla dell’Amsefc si fa riferimento a un controllo circa il conferimento da parte dell’Amsefc alla nostra azienda di rifiuti che sarebbero annotati con un codice sbagliato e quindi i relativi formulari sarebbero falsi.

Il Gherardi prosegue nella lettura della sua trascrizione.
 

ADR: a pagina 30 risulta una differenza. Fabiana dice a Tufariello “sì ha parlato con me Marco”.

Nella trascrizione l’ufficio da atto trattarsi di “sì ho parlato con Amato”.
 

ADR: in sostanza in vari passaggi Tufariello ci disse che ci avrebbe consigliati sulla linea difensiva indicandoci avvocati e periti.

ADR: nel corso del dialogo che vi sto leggendo emergono più volte riferimenti a misure cautelari in particolare laddove si fa riferimento ai formulari e al comportamento da tenere.

ADR: il dialogo aveva ad oggetto complessivamente l’indagine fatta di cui Tufariello ci diceva i particolari dandoci consigli su come dovevamo difenderci, sui legali da scegliere e sulle perizie. Si rimase alla fine con un accordo che noi avremmo dovuto aspettare tramite Marco le disposizioni.

A questo punto l’ufficio acquisisce copia della trascrizione della perizia non firmata.

ADR: ho parlato con la Mascis mi sembra dopo l’incontro del 20 novembre. Secondo me è stato al corso tecnico ambientale. Con la Mascis feci cenno all’indagine che il NOE aveva nei nostri confronti e mi espressi in un giudizio nei loro confronti dicendo che erano persone che non mi piacevano e che non si stavano comportando correttamente.
Non entrai nel dettaglio dell’indagine almeno così io ricordo. Debbo dire che prima di venire sapevo che mi avreste fatto questa domanda in quanto il legale mi ha sollecitato a ricordare questo episodio senza dirmi nulla.

A questo punto il legale precisa di aver fatto questa affermazione al suo assistito perché se ne era fatto cenno nel precedente esame della Cosmar.
 

ADR: non ho detto alla Mascis della richiesta cui eravamo stati sottoposti ma il giudizio fu molto negativo. Della richiesta di denaro io non ho parlato con nessuno se non con mia moglie e con mio padre.

ADR: dopo l’incontro del 20 novembre ho raccontato a Carretta l’incontro con Tufariello. Carretta mi disse di muovermi per far fare perizie per la nostra linea difensiva sul problema del residuo secco. Io mi mossi in fretta telefonando a Valdi Massimo cui conferii un incarico in tal senso e al Prof. Medici Alessandro Direttore del SISTA. Ricordo che un giorno fui chiamato da Carretta Mauro che a sua volta era stato chiamato da Varsallona, per dirmi che era stato rimproverato dallo stesso Varsallona circa l’attività che io stavo facendo con i periti. Dissi a Carretta che mi stavo muovendo per la nostra difesa come con lui concordato oltre che con il nostro legale. A questo punto Carretta mi disse di continuare a muovermi in tal senso senza tuttavia fare in modo che si sapesse.

A domanda della difesa: ricordo che il nostro Avvocato si recò dalla Dott.ssa Volta per verificare se ci fosse qualcosa di molto serio a nostro carico e anticipare che stavamo facendo una perizia a nostra difesa. L’Avvocato ci disse che il PM non sapeva nulla.

ADR: voglio aggiungere che anche la Cosmar fu avvicinata da Varsallona in occasione di una sua visita in Alfarec e le fu detto da Varsallona che l’unico problema era rappresentato dalla mia attività difensiva che stavo ponendo in essere.

La difesa produce tre relazioni redatte a seguito dell’incontro del 20 novembre 2008 con Tufariello.

L’ufficio fa presente che trattandosi di relazioni tecniche attinenti il procedimento in carico alla Dott.ssa Volta le consulenze saranno trasmesse in copia al PM titolare.

Si da atto che l’esame è stato registrato e si allega 2 microcassette, con apparecchiatura marca Olympus, tipo L200.

Il verbale si chiude alle ore 13.25 e si procede a lettura.

Il verbale è segretato.

Ferrara, 25 febbraio 2009

 

Potete quindi capire ciò che è realmente accaduto proprio per merito dei sospetti che il loro legale ebbe di fronte ai tanto strani quanto anomali comportamenti dei due “paladini” dell’ambiente così come erano stati a lui raccontati da Gherardi e Cosmar.
Confrontate le loro versioni con ciò che invece hanno detto e fatto.


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