Ima, anche Amatiello sapeva


commenti Inserito il: 31 maggio 2012 in | commenti Commenti (0)
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«Stavo per contattare la Ima... siccome hanno delle emissioni... allora per offrire qualcosa di completo...». C'è una telefonata tra Vito Tufariello e Marco Varsallona in cui il maresciallo dei Noe di Bologna chiede all'imprenditore se può indicargli un laboratorio per la misurazione delle emissioni nell'atmosfera. E' mezzogiorno del 28 gennaio del 2009. I due, com'è noto, sono attualmente sotto processo a Bologna per concussione ai danni della ditta Niagara di Poggio Renatico ma al primo è appena stato recapitato l'avviso di fine indagine per un'altra presunta tentata concussione ai danni di un'altra azienda del circondario felsineo, la Ima. Secondo quanto anticipato da La Repubblica di Bologna il 18 maggio

Tufariello è indagato anche per omissione di atti d'ufficio nello stesso procedimento dei pm Massimiliano Serpi e Morena Plazzi, giunto alla fase di fine indagini, perché secondo l'accusa avrebbe chiesto “utilità” alla Ima.

Tufariello si era recato alla sede della Ima, si era fatto consegnare i verbali di carico e scarico, aveva lasciato al responsabile della sicurezza il biglietto da visita e si era detto disponibile a fare un corso per insegnare come fare il trattamento nonostante avesse compiti di polizia giudiziaria. I dirigenti Ima non gli hanno dato retta, aspettavano che si rifacesse vivo, ma non è più successo nulla, come raccontato al pm Serpi.

Nella telefonata, scovata dalla pm nelle intercettazioni del caso Noe-Niagara, si parla di prezzi e prestazioni di un laboratorio e dell'eventuale ricarico del consulente. E Tufariello annuncia la sua intenzione di proporre un servizio analogo anche ad ambiti industriali più grandi come la Ducati. In coda alla telefonata entra in scena anche Sergio. Sergio è Amatiello, all'epoca comandante dei Noe di Bologna e terzo coimputato nel processo che il primo giugno ascolterà la versione dei fatti di Varsallona. I tre hanno un appuntamento di lì a poco per vedere un commercialista e formalizzare, probabilmente, un accordo per mettersi in società. Amatiello sa dell'intenzione di Tufariello di contattare la Ima: gliel'ha detto lo stesso collega in una telefonata del 29 gennaio. «Siccome volevo contattare la Ima...». E Amatiello: «Uhm». Tufariello continua: «Siccome insomma volevo pure parlare, insomma, completamente di quello che si può fare e non si può fare...». E subito dopo: «E dei prezzi». La telefonata in questione non fornisce prove di comportamenti concussori ma lascia intravedere un modus operandi che nel processo, secondo le parti civili, s'è riproposto più volte. I tre sembrano puntare spesso a fornire servizi e consulenze alle aziende che producono e smistano rifiuti in Emilia. L'inchiesta, anche quella giornalistica, continua.

(che. ant) 


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