Caso Niagara/Noe sul sito pių letto di Ferrara


commenti Inserito il: 21 novembre 2012 in | commenti Commenti (0)
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Si è tenuto “a sorpresa” in rito abbreviato il processo Niagara/Noe instaurato presso il tribunale di Bologna e al termie della propria requisitoria il pubblico ministero ha chiesto per tutti e tre gli imputati 5 anni di reclusione. Questa mattina i tre imputati hanno chiesto e ottenuto il rito premiale che prevede lo svolgimento del processo senza dibattimento e a porte chiuse.

La decisione delle difese dei carabinieri Sergio Amatiello, Vito Tuffariello e dell’imprenditore Marco Varsallona, imputati di concussione (i primi due anche di rivelazione di atti d’ufficio) arriva dopo la richiesta della pm Morena Plazzi di intergare il capo di imputazione nei confronti dei due militari.

Si trattava di una precisazione nella formulazione dell’ipotesi di reato: gli imputati, secondo la pubblica accusa, avrebbero indotto la parte offesa, Mauro Carretta, titolare di Niagara dio Poggio Renatico (azienda di smaltimento rifiuti) a pagare «anche sotto le apparenze e le forme della adesione a proposte di assistenza/consulenza tecnico-legale attraverso la società di consulenza che i correi stavano costituendo».

Un progetto più volte affiorato nel corso del dibattimento, «in tutta l’attività istruttoria e in una serie di ammissioni degli imputati e nelle trascrizioni delle intercettazioni».

Per gli avvocati della difesa il progetto degli imputati di costituire una società nel settore dei rifiuti era già cosa acquisita sin dalle indagini.

Per la parte civile, assistita dall’avvocato Fabio Anselmo, invece, “nel dibattimento è emersa la “consulenza” fornita dagli imputati anche in favore di altre aziende”.

Al termine della propria requisitoria l’accusa ha chiesto 5 anni per tutti e tre gli imputati di concussione più sei mesi per Tufariello per rivelazione di segreti d’ufficio (assolto invece da questo specifico capo d’imputazione Amatiello).

Al termine del proprio intervento il pm Plazzi ha chiesto inoltre la trasmissione degli atti nuovamente alla procura per quel che riguarda la relazione degli imputati con un’altra azienda, Cave Nord, che, nel teorema accusatoria, potrebbe tramutarsi in una “Niagara bis”.

Il processo proseguirà alle prossime udienze con le arringhe delle parti civili e delle difese. La sentenza è attesa per l’inizio di dicembre.

Il collegio, dopo essersi ritirato per circa un’ora in camera di consiglio, ha ammesso il rito abbreviato chiesto dagli imputati.

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