Estense.com: colpo di scena, si aggrava l'accusa


commenti Inserito il: 21 novembre 2012 in | commenti Commenti (0)
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Caso Niagara-Noe, colpo di scena prima della discussione

Il pm chiede di precisare il capo di imputazione a carico dei due carabinieri

La concussione che avrebbero compiuto nei confronti di Mauro Carretta si concretizzò nell’intenzione di indurre la parte offesa a pagare «anche sotto le apparenze e le forme della adesione a proposte di assistenza/consulenza tecnico-legale attraverso la società di consulenza che i correi stavano costituendo».

È l’aggiunta che il pm Morena Plazzi chiede di inserire nel capo di imputazione che riguarda i due carabinieri dei Noe di Bologna nel processo Niagara, instaurato presso il tribunale di Bologna. L’inchiesta e il successivo processo partirono a seguito della denuncia del legale rappresentante della Niagara (azienda di Poggio Renatico che smaltisce rifiuti industriali speciali e pericolosi), Mauro Carretta. Tutto partì dopo un’ispezione del Noe presso la società, nel febbraio 2008.

Nel capo di imputazione si ipotizza che i due marescialli Sergio Amatiello e Vito Tuffariello, in concorso con Varsallona (tra l’altro legati, secondo la procura, dall’idea di costituire tra loro una società di consulenza in materia ambientale), «abusando delle loro qualità e dei loro poteri inducevano Carretta (titolare di Niagara, ndr) a promettere loro una somma tra i 20mila e i 40mila euro per “ammorbidire” le conclusioni dell’informativa finale da depositare in Procura». In pratica avrebbero prospettato ai vertici dell’azienda che, pagando, avrebbero salvato gli impianti dal sequestro e loro stessi dalle misure cautelari.

Ieri mattina, prima della requisitoria della pubblica accusa che doveva chiudere la fase istruttoria, dopo le dichiarazioni spontanee dei due militari, la pm ha chiesto al tribunale di precisare nella formulazione dell’accusa che gli imputati avrebbero indotto Carretta a pagare «anche sotto le apparenze e le forme della adesione a proposte di assistenza/consulenza tecnico-legale attraverso la società di consulenza che i correi stavano costituendo». Un progetto più volte affiorato nel corso del dibattimento – come sottolinea il giornalista Checchino Antonini che sta seguendo il caso giudiziario per il sito Blogniagara.it, pubblicato su internet dallo stesso Carretta per far conoscere il caso anche fuori delle aule del tribunale -, «in tutta l’attività istruttoria e in una serie di ammissioni degli imputati e nelle». Tutti elementi relativi alla costituzione di una società di consulenza che avrebbe coinvolto, così pare, sia carabinieri in servizio, sia prestanome di comodo.

I legali degli imputati hanno chiesto i termini a difesa per contro dedurre alla richiesta della pubblica accusa. L’udienza è stata aggiornata al 20 novembre.

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